Il nostro impatto ambientale
Il nostro menù vive in un codice QR. La foresta resta dov'è.
Da giugno 2021, con il nostro menù digitale, sono rimasti in piedi
39abeti da 5 metri — e ogni mese il numero cresce
Lettera aperta
Roma, 2 luglio 2026.
C'è una ragione semplice dietro una scelta che a molti è sembrata scomoda: la carne che serviamo è rara. Non soltanto buona — rara. Il singolo ranch, il singolo taglio che arriva da lì, c'è oggi e non ci sarà la settimana prossima.
Un bovino, poi, non è fatto solo di T-bone e Tomahawk: è fatto di tante parti. Comprare con rispetto, per noi, significa cercare di acquistarle tutte, e dare a ognuna la dignità che merita. Per questo ogni settimana nasce una nuova steaklist — e, un tempo, una nuova ristampa del menù.
Non abbiamo mai sopportato le voci cancellate a penna, né i piatti finiti da due giorni lasciati lì, in bella vista, come se nulla fosse. Così, qualche anno fa, dopo migliaia e migliaia di fogli stampati ogni mese, siamo passati al menù digitale.
Le resistenze sono state tante. «Non siete eleganti.» «Non è bello.» «È scomodo.» «Non voglio usare il telefono a cena.» «Che fine ha fatto la bella carta stampata?» Molte di quelle obiezioni erano giuste, e le abbiamo ascoltate tutte.
Ma quando scegli una strada poco battuta — come è sempre stata quella di Ornelli — devi avere il coraggio delle tue azioni, senza mai perdere di vista l'unico vero obiettivo: lavorare bene e far stare bene chi si siede da noi, sempre.
Oggi, a distanza di anni, ci siamo fermati a pensare. E ci siamo accorti che quella scelta — nata per non sprecare una carta che allora sembrava poca, trascurabile — moltiplicata per tante persone e tanti ristoranti, può davvero fare la differenza.
Non lo scriviamo per farci belli. Lo scriviamo per ricordarcelo.
La carta che non hai stampato
4 pagine carne × 20 menù × 52 settimane = 4.160 pagine/anno
10 pagine × 20 menù × 6 ristampe = 1.200 pagine/anno
Su carta, avremmo ristampato le 4 pagine delle carni ogni settimana e l'intero menù — che l'uso rovina — ogni due mesi, in 20 copie (10 in italiano e 10 in inglese): circa 5.360 pagine A4 l'anno. Tenendolo in un codice QR, non le stampiamo più.
Alberi & tempo
La nostra unità di misura è l'abete. Un abete di 5 metri vale circa 700 fogli A4 e per crescere impiega 17-25 anni.
abeti da 5 metri, da giugno 2021 a oggi
La visione
Se tutti i 15.000 ristoranti della città passassero al menù digitale, ogni anno si risparmierebbero circa
abeti da 5 metri, ogni anno
Come li calcoliamo. Sono stime ipotetiche ed empiriche, basate sulla nostra reale storia di lavoro: 4 pagine di carni ristampate ogni settimana e il menù completo (≈10 pagine) ristampato ogni due mesi, in 20 copie (10 in italiano, 10 in inglese) — circa 5.360 pagine A4 l'anno. La nostra unità è l'abete da 5 metri: ≈ 700 fogli A4 (nostra stima dal volume del legno) e 17-25 anni per crescere. L'inchiostro è stimato ≈ 1,5 ml per pagina. Il numero dei ristoranti di Roma (≈ 15.000, fonte Tripadvisor) serve solo alla proiezione finale: non è un dato realistico, è uno spunto per responsabilizzarci — non per compiacerci. Tutte le fonti sono elencate qui sotto.
Le fonti — informazioni reali e verificabili
| Cosa | Valore usato | Fonte |
|---|---|---|
| Fogli da un albero adulto (~12 m) | ≈ 8.333 fogli A4 (17 risme) | Conservatree |
| Abete di riferimento (nostra unità) | abete di 5 m ≈ 700 fogli A4 | Nostra stima dal volume del legno, coerente con Conservatree |
| Crescita dell'abete | 20-30 cm l'anno → ~5 m in 17-25 anni | Abies alba · Picea abies |
| Inchiostro per pagina a colori | ≈ 1,5 ml | ISO/IEC 24711 |
| Ristoranti a Roma (proiezione) | ≈ 15.000 | Tripadvisor |
| Contesto: carta e deforestazione | la carta è il 13-15% del legno usato; ~15 mld alberi tagliati l'anno | WWF · National Geographic |
Le cifre di risparmio derivano dal nostro reale modello di stampa; le proiezioni sull'intera città sono dichiaratamente teoriche.
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